Sui fondali oceanici ci sono più di 20 miliardi di tonnellate di metalli e probabilmente in futuro inizieremo ad estrarli. Questi si sono depositati in fondo agli oceani nel corso di milioni di anni formando dei "noduli polimetallici", cioè delle strutture "a cipolla" composte da numerosi metalli come nichel, rame, cobalto e tanti altri. Per estrarli si potranno utilizzare speciali macchinari che aspirando il fondale preleveranno i noduli e li manderanno a bordo di una speciale imbarcazione per ripulirli e proseguire con il processo di lavorazione. Se, da una parte, questo permetterebbe di ottenere enormi quantità di metalli con un impatto ambientale relativamente contenuto, dall'altra è possibile che queste tecnologie vadano a danneggiare il fondale oceanico e le forme di vita qui presenti. Per sapere quale sarà l'impatto su larga scala, però, sarà necessario raccogliere molti più dati. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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