La notte del 13 gennaio 2012, la nave da crociera Costa Concordia urta uno scoglio delle Scole, a poche centinaia di metri dalla costa dell’Isola del Giglio, e inizia ad affondare, con a bordo circa 4.200 persone. Il comandante, Francesco Schettino, attende circa cinquanta minuti prima di ordinare l’abbandono della nave e allertare i soccorsi, causando un ritardo nelle operazioni di emergenza che si svolgono senza un adeguato coordinamento da parte degli ufficiali; alcuni di loro, tra cui lo stesso Schettino, abbandonano la nave raggiungendo gli scogli poco distanti. Nel frattempo, l’imbarcazione si inclina progressivamente fino a coricarsi su un fianco, con metà dello scafo sommerso, e il bilancio finale sarà di trentadue vittime. I processi successivi cercheranno di ricostruire le azioni del comandante e di accertarne le responsabilità nel naufragio.
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